a conti fatti...
uomo mela aveva tanti anni
aveva fatto tante cose, aveva, una volta, incontrato un pittore famoso.
non aveva mai chiesto a nessuno di divenire la propria felicità.
cosi aveva amato, credendo nella responsabilità.
vedrò i miei figli crescere, e i loro figli splendere, cosi s'è sempre detto.
uomo mela folle, uomo mela forte.
l'uomo mela, insomma, è morto.
piangiamo di gioia perchè non dovrà piu sopportarci.
di eterna tristezza perchè proviamo ancora quella stupida, sterile, poco illuminata sensazione di nome "paura".
preghiamo tutti assieme per l'uomo mela, l'uomo che non ha mai provato la paura.
- hai capito, ciccio, anche se hai il verde, fermati agli incroci, che è pieno di teste di cazzo...
-si, ma il problema non si pone...ho quasi sempre il rosso, quindi, praticamente, la testa di cazzo sono io
"due gocce"
è come un enorme incastro,
persone, pensieri che se ne scappano la mattina presto e una distesa infinita di barattoli pieni di curiosità.
un generatore casuale di esperienze perfette, tipo quando si incontra una memoria, o si tiene per mano una speranza, o si muore dentro ad un rifiuto, o di quando con il silenzio si uccide.
in pratica è come quattro mani nella sabbia, che a provare a fare un buco nel mondo, diventano l'altare di sguardi, che al posto di incrociarsi, preferiscono, almeno per ora, guardare in basso.
tipo quando, sentendo alcune canzoni ti vengono conati di emozione, e le parole diventano porcellana.
e allora si vomitano pezzettoni d'amore. Oddio, ma da dove è venuto fuori quello?
Non l'avevo mica mangiato, tutto quell'amore...
"son fatto peggio di fatto male"
era bello cadere d'autunno come le foglie sopra le foglie
tu riesci a ricostruirti ogni cosa
io, invece riesco a distruggere tutto
perchè sono insaziabile di rinuncie
perchè piangere è un onore, un privilegio.
ringrazio il cielo per ogni malinconia
ora ho tutto quello che ho sempre desiderato, e tu nemmeno lo sai.
un po è triste, un pò è l'ennesima dimostrazione di ciò che ho sempre immaginato
che tu sei spaventata per quello che pensi, ed io non so nemmeno cosa voglia dire
la parola paura
era bello sentirmi cantare giu per le scale
alcune storie finiscono, si piange, si stringono forte quelle che rimangono. si vive immobili, con tutto l'onore che si ha
Storia non illustrata di un ritorno - capitolo quarto - Il capolavoro
Mangio una volta al giorno. Carne al sangue. A volte mi dimentico che ho ancora fame.
Una strada buia, e acqua, e fango sulle scarpe, e le zampe incuranti del loro sprofondare.
Non so se sto andando dalla parte giusta. Perchè questa strada finisce male.
Finisce in una pozzanghera nera, con il terrore come cornice.
E quando mi sveglio, piu di una volta, come nelle scatole cinesi, le cose sembrano andar meglio.
Si aprono piano, speranza dopo speranza.
Sorrisi, gioie e immaginazione, pian piano si scoprono, senza vergogna.
Ed appaiono i segni, le note, ed alcuni sentimenti perduti.
Mi chiedo quali sono i miei doveri.
I miei doveri non esistono.
Farò solo quello che mi piace. Per il semplice, lineare motivo, che amo ogni cosa.
Amo tutto questo.
Ho sognato tutta la notte, ho sognato che certe cose sono infinite.
Storia non illustrata di un ritorno - capitolo terzo - Il primo di gennaio
Non posso piu essere tranquillo, è arrivata, insomma, l'ora della chiarezza.
E' il perfetto ritratto di una domenica pomeriggio. La gente si accorge che esisti, e tu ti accorgi di loro.
Ed ogni sguardo sembra avere una ragione precisa, come le parole in una frase.
Il cappuccino non è denso come te lo aspetti, ma ultimamente, niente è denso come te lo aspetti.
E anche l'attesa pare fatta di tutt'altro.
Finisci di bere, ti guardi attorno, e capisci che in fondo va bene anche cosi.
Che anche se hai paura di deludere qualcuno, non puoi nascondere la tua natura.
Tutta l'allegria di ieri sei tu, e la malinconia che ti abbraccia cosi forte oggi, è il limpido segnale della tua incoscienza. Se hai paura di perdere qualcosa, non sei degno di averla.
Ed è una buona ragione per ammettere che alcune volte sono anche me.
Altre, invece, non capisco perchè voglia esserlo anche tu...
welcome back 1999!
Storia non illustrata di un ritorno - capitolo secondo - dato che non lo fai tu lo faccio io
qui tutto sembra diverso, e i nomi delle persone sembrano fatti apposta per essere pronunciati chissàcome
Sempre le stesse note. Un dolore piu grande delle mie spalle, pochi amici, adatti alle lunghe distanze (e si parla di chilometri) e una città che ha il buon gusto di sapere essere direttamente proporzionale.
Mi vengono conati paura quando parlo di radici. Quando ammetto di essere stato cieco. Tipo quando ho creduto di poter essere amato. Non si puo essere amati. Esistono solo certe persone uguali, e sia ben chiaro, quelle non ti amano, quelle si masturbano. La fiera dello sperma egocentrico. Da pulito si sogna da dio. e se per un giorno faccio finta di nulla, mi manca un pezzo. Presto mi ritroverò a giocare a tetris con una galassia multicolore di capi indie rock, ma non avrò la stessa paradisiaca platea. Ed è li che capirò quanto sia importante il naturale gesto della negazione. Lo sbrilluccicante altare del no.
Napoleone ha il pisello moscio, presto ti metterai a piangere, ma io, con il naso piu in alto delle orecchie, diventerò il protagonista perfetto di qualsiasi canzone udibile.
Storia non illustrata di un ritorno - capitolo primo - Io capitolo.
Se un giorno, all'improvviso, l'orchestra di passi sopra la mia testa, smettesse di suonare, io penserei di essere morto, o, molto piu semplicemente, che il tempo possa essersi interrotto.
Alle otto di mattina bevo coca cola, pronto a scommettere la mia Corona che mi farà stare meglio.
Lo smilzo mangia grancereale e le canzoni di Help sussurrano malinconia, come una volta.
Ieri Irene mi ha detto che sono ingrassato. Non è che sia del tutto falso, ma sono un figo, e se anche mi passasse per la mente di diventare un obeso di trecentoventi chili, diciamocelo, rimarrei un figo.
Tra qualche ora prenderò un treno, una maratona dell'impossibile, un orgia di sporcizia, con un paranoico dei furti e tanta gente sgarbata ma interessantissima.
Non so come passerò il resto del giorno. Se riuscissi a dormire qualche ora in piu, sarebbe un dono di dio.
E' cosi, solo questo.
Se ti chiedi dove sei, sei nel come, ed è cosi che ringrazio, con stile, insomma.
Se pensate di capire cosa ci sia scritto in alcune frasi, rinunciateci pure, l'orchestra di parole che avete appena sentito, chiare e semplici, è la intrecciata dimostrazione che il tempo non s'è interrotto. Ora sussurriamo tutti assieme la preghiera dell'attenzione.
Amen.
questa faccia l'ho gia vista
non so come funzionano queste cose
non riconosco la grammatica delle sorprese
so che quando riascolto quelle note ripenso un po a quello che è successo...
il "re" è il mio accordo preferito, è il ritratto di quando le cose vanno a migliorare, di quando la malinconia diventa speranza e ti accorgi che non hai calcato troppo forte, e i segni sbagliati andranno via...
e se dico che ti amo? Quanto ti vibra il cuore adesso? Quanto pensi a qualcuno diversa da te...?
Quanto sai che sei perfettamente tu... ? Fantasia, siamo soli, io e te. E con ognuno tu sai essere sola.
Ed è per questo che non amerò altra che te.
Non ho piu paura di restare da solo. Di piangere senza una spalla, ed è questo l'unico motivo per cui mi posso permettere di provare sentimenti. Perchè i sentimenti sono un lusso per barboni eccentrici.
Chi ha le spalle coperte di ricchezze altrui, nemmeno lo immagina cos'è l'amore.
vorrei che tutto il mondo vedesse il momento esatto in cui ti ho incontrata
forse non se ne accorgeranno, forse non lo sapranno mai
giocando non te ne accorgi nemmeno
muori, e un attimo dopo, sei di nuovo in ballo.
e continui a vivere finchè ti va.
e a me va sempre, anche prima di scoppiare a piangere.
a me va sempre di vivere.
Capito, teste di cazzo?
l'eterna differenza tra chi sono ed i miei eroi